RAFFAELE PIAZZA, Oltre lo smeriglio di Antonio Spagnuolo


Antonio Spagnuolo è nato a Napoli nel 1931; presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in diverse antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura.

Attualmente dirige la collana “Le parole della Sibilla” per Kairòs Edizioni e la rassegna Poetry Dream in Internet.

Di lui hanno scritto numerosi autori fra i quali A. Asor Rosa che lo ha ospitato nel suo Dizionario della letteratura italiana del Novecento e nei volumi della Letteratura italiana (Einaudi, 2007).

Oltre lo smeriglio costituisce uno degli esiti più alti della poesia di Spagnuolo, uno dei maggiori poeti e critici del panorama letterario italiano odierno.

I versi della raccolta presentano una forte dose di scarto poetico rispetto alla lingua standard.

Si nota un’intrinseca musicalità nelle poesie del Nostro, ottenuta tramite un ritmo incalzante ed elegante nel suo incedere.

Sono presenti precisione, leggerezza, velocità, luminosità e icasticità nei sintagmi sempre scattanti.

Il testo è scandito in due sezioni Ricomporre e Memorie.

I componimenti della prima scansione sono tutti numerati e senza titolo e possono, nel loro insieme, costituire un poemetto autonomo dedicato alla figura della donna amata scomparsa.

In Ricomporre ogni poesia si può paragonare ad una tessera di un mosaico dai toni policromi e vivaci.

Nel libro il poiein procede per accumulo con subitanee accensioni e veloci spegnimenti e trapelano magia e sospensione dal tessuto linguistico.

Raramente il filo del discorso, in genere oscuro, si distende con squarci neolirici, che si aprono alla linearità dell’incanto.

La forma è elegante, precisa e raffinata e ogni singola unità minima e ben cesellata nel contesto globale.

La poetica di Spagnuolo si realizza con un caleidoscopio di immagini tutte diseguali tra loro, che scaturiscono l’una dall’altra.

Il tema in Oltre lo smeriglio è quello dell’amore, che sottende una forma di vago erotismo molto rarefatto, sentimento che continua a vivere, forse ancora più intenso, grazie proprio alla parola poetica, pronunciata con urgenza, dopo la morte di Elena.

La cifra essenziale della raccolta è da intendersi nella presenza di un tu femminile, al quale l’io-poetante si rivolge, del quale vengono detti numerosi riferimenti.

Nel parlare di nuovo con la compagna si realizza uno scatto ed uno scarto memoriale, con un tipo di memoria involontaria, che tende a riattualizzare il passato.

C’è una visionarietà nella scrittura dell’autore, che si distende generalmente in maniera anarchica sfiorando l’alogico e si può affermare che, nelle raccolte più in limine del poeta è presente una chiarezza maggiore rispetto alle precedenti.

Dalla ferita della perdita scaturiscono le poesie e anche la tematica religiosa è presente in Oltre lo smeriglio, quando il poeta si rivolge al Signore.

I componimenti della sezione Memorie sono tutti provvisti di titolo e presentano un andamento più chiaro e disteso, rispetto a quelli di Ricomporre.

I sintagmi che costituiscono il testo sono scabri ed essenziali e tutte le poesie sono costituite da una sola strofa, quasi sempre breve e concentrata.

Si avverte nell’inoltrarsi nella lettura la mano esperta dell’autore, la sua officina sicura, dalla quale emergono le parole, che divengono poesie, frutto di decenni di esperienze felici e sperimentazioni costanti.

 

Antonio Spagnuolo
Oltre lo smeriglio
Kairòs Edizioni, 2014, pp. 57

Biografia di Raffaele Piazza


 

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Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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