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EMIR SOKOLOVIĆ, Paolo Maria Rocco: Acquerellista lirico*

LETTURE – RILETTURE


La raccolta di poesie Bosnia. Appunti di viaggio e altre poesie del poeta Paolo Maria Rocco, pubblicata all’edizione Ensemble (Roma) nel 2019, bilingue, tradotta da Nataša Butinar, è una sorta di diario di viaggio poetico durante le visite e i soggiorni dell’autore in Bosnia ed Erzegovina. Va sottolineato che la silloge è stata creata durante la visita dell’autore in Bosnia ed Erzegovina e durante presentazione e la premiazione delle sue opere poetiche al festival letterario internazionale “Pero Živodraga Živkovića” organizzato dall’associazione per la rianimazione culturale “Armageddon”.
Ciò che rende questa raccolta estremamente specifica è lo stile di Paolo, in cui alcuni toponimi geografici, che ha incontrato durante i suoi viaggi attraverso città e climi e che ha intrecciato nel verso, servono esclusivamente come trampolino per esprimere le acrobazie dei versi, modificando ogni nozione all’interno del proprio simbolismo che soprattutto tende all’espressione lirica e riproduce le associazioni dell’autore causate dalla stessa secondo i più alti canoni poetici. Com’era, in questo caso, la Bosnia ed Erzegovina avrebbe potuto essere qualsiasi altra destinazione; ciò che è cruciale è che all’interno di quella definizione non dovremmo assolutamente cercare un poeta, il poeta è all’interno del verso con cui ci ha portato questi paesaggi. Ovunque sono presenti i suoi occhi di riflesso visti in un verso calmo e caloroso. Pertanto, possiamo affermare liberamente che il toponimo è semplicemente portato all’irrazionalità, considerando che Paolo costruisce direttamente metafore ed esprime l’essenza poetica attraverso il suo stile caratteristico e riconoscibile come il più alto postulato estetico. Per quanto ne sappiamo a volte sulla veemenza dell’autore; costruisce l’immagine lirica in modo estremamente moderato e manovrato come un lodevole acquerello. Forse i versi più rappresentativi che evocano ciò che viene detto si trovano nel poema intitolato numero 17 in cui Paolo scrive: «… in molti sostavano sul ponte medioevale / in molti guadagnavano la sponda/ al’altra anelanti di tornare…».

Spiegare questa immagine lirica, soprattutto ovvia, sarebbe un sacrilegio: è semplicemente come un melograno – un chicco non preso, né dato senza che la struttura sia disturbata.

Di recente mi sono imbattuto nelle riflessioni del professor Maurizio Soldini che dice: «Se i poeti continueranno nel solco ormai intrapreso da tempo, privilegiando uno stile costantemente piano, dal pedale più che basso, talora banale e non solo e non soltanto nei riguardi dei contenuti, che più che a un realismo della quotidianità… non pensano che potrebbero interrompere definitivamente quella tradizione critica filologico-stilistica che ha caratterizzato da sempre la nostra letteratura? E che con questo si potrebbe sancire addirittura la fine della letteratura? Che a mio modesto giudizio potrebbe significare anche la fine della poesia stessa».

Essenzialmente questo libro è una poesia; un’autentica dichiarazione stilistica all’interno della quale il poeta stesso è indipendente, indipendentemente dal fatto che sarebbe in grado di “uscire” dalla sua poesia per sentire tutto il significato che porta a chiunque lo legga. Soprattutto, Paolo è coscientemente continuo, non importa quanto l’autore e non importa quanti versi ci porta in forma di “io”, tende ad essere presente come un lettore, uccidendo la monotonia lineare all’interno della sua poesia e quindi elevandola almeno al primo esponente superiore, in relazione al pensiero di Maurizio è la ricchezza della Creazione primordiale. Bosnia appunti di viaggio e altre poesie a prima lettura è lirica rilassante essenzialmente come un fiume limpido all’interno del quale ci sono molti mulinelli, trappole, per i viaggiatori occasionali che non possono resistere alla sua seduzione e lasciano il ponte cercando un guado delicato come solo nelle fiabe. Gli acquerelli offerti da Paolo Maria Rocco attraverso 37 poesie in due cicli Bosnia. Appunti di viaggio e altre poesie sono come una stanza con specchi dove leggendolo vedi il poeta ovunque ma non sai mai dove si trova e dove si trova il suo riflesso.

* Recensione tradotta in italiano da Nataša Butinar

 

Paolo Maria Rocco
Bosnia. Appunti di viaggio e altre poesie 
(Edizitaliana e bosniaca, traduzione di Nataša Butinar)
Ensemble, 2019, pp. 98

Biografia di Emir Sokolovic


 

Pubblicato da frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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