VITO GIULIANA, Non ho mai cercato facili consensi


Dichiarazione di poetica

Ho sempre considerato l’arte dello scrivere un lavoro di esplorazione e di ricerca nei meandri della lingua e degli stili, dei generi e delle forme.

Infatti mi sono confrontato con il romanzo e con la prosa poetica, con la poesia in lingua e con la poesia dialettale, con il verso libero e con la rima, con la poesia sperimentale e con la poesia tradizionale…

Ho cercato percorsi diversi e vari forse per cercare la cifra autentica che potesse esprimere appieno il mio sentire e la mia visione del mondo.

Non ho mai cercato facili consensi e ho usato sempre la scrittura come mezzo di conoscenza di me stesso e del mondo.

Ho tentato, attraverso i miei lavori, di dare voce a chi voce non ha. Gli esseri umani parlano e si rappresentano fin troppo. La natura, soprattutto, ha bisogno di una voce.

Ed ecco che nei miei testi prevalgono le descrizioni naturali di paesaggi reali o mentali, dove le immagini hanno il sopravvento sul pensiero (v. g.).

 

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Dove maggiore splendore misura proporzioni e disegna stili per altre piazze, per nuove costruzioni abitate da ombre riflesse in opachi specchi di lago e da linee consumate in colori sottratti alle notti che un cielo moltiplicato di stelle allontana verso crinali e declivi di malve e ginestre, verso regioni dove in velocità di luci s’accendono finestre sulle sere prolungate dall’acqua che si fa magma e argilla, prospetto di luoghi sulla vista di vuoti scenari che anticipano sipari di piogge.

 

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Nell’angolo più buio del blu l’inverno nasconde i tuoi giorni nell’assenza di nomi e parole, nell’accorpamento dei cementi che cedono a progetti di nuvole alte sugli scintillanti argenti dei mari che fondono frutti terrestri d’antiche sostanze e acque splendenti nel finale della luce mortale.

 

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La calligrafia del vento ripete le vocali che raddoppiano l’aperta pronuncia della luce che diffonde raggiante l’oro trionfante delle trombe e delle spade sull’alto vessillo che la morte innalza per fissarlo e tramandarlo vetrificato nel sangue congelato del nemico.

 

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La campagna si scopre nel folto di gialli pistilli che fanno fiorente cornice di stagione che si riverbera in te, nel tuo nudo chiarore di stella sbocciante sul  confine della notte che tu stessa disegni sull’orizzonte albeggiante e sulle seminate aperture di grani maturi e di grappoli, quando nell’acceso celeste dell’aria il trionfo dei fiori si polverizza nella luce fulgente del polline.

 

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Come specchi frontali le direzioni del vento s’incrociano nel vetro reciproco delle onde che furono tele di vele e carni di corpi corrosi, in correnti e salsedini d’ombre salmastre e scirocchi roventi, per riprodursi in liquide fotografie di movimenti e in ritratti d’annegamenti.

 

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Onde agricole scolpite nelloro del frumento anticipano il tempo che le foglie annunciano nell’antico fiorire di flore, nell’estasi mortale dei germogli alti sulle guglie vegetali, dove nidificano mazzi fiorescenti d’intrise rugiade e cupole di petali nel loro variare di colorazioni sfumate dal vento che incide nuovi velluti sul flesso corpo di rose.

 

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Sulle soglie di foglie mutevoli nel mostrarsi di boschi e di mari, dove il cammino insegue l’ape sperduta in tempeste di spighe che disperdono dissipato tesoro di luce in pulviscolo atomico di lucciole e stelle, oltre l’orizzonte fiammante d’infinito turchese la luna nomina ancora il tuo nome.

 

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Come primavera innevata di petali in biancore di gigli le orme del vento mutevole incidono passi notturni di valichi e tracce sepolte d’antiche piogge e d’onde scolpite nel latte che il marmo racchiude in stille e scintille di pallidi fuochi.

 

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La solitaria pianura ordina i propri filari per coloriture di stoffe come le tue mani sui tessuti che le mode variano per stagioni e misure di corpi, per fotografie cancellate dal lento fluire di onde che il tempo trasforma in parole di vento.


Biografia di Vito Giuliana


 

Poesia italiana contemporanea

Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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Un commento su “VITO GIULIANA, Non ho mai cercato facili consensi

  1. Poesia della natura in stretta simbiosi con la visione interiore che ne scaturisce, un immaginario concreto al tempo stesso: ne nasce una poesia in prosa (o a metrica zero se si preferisce) dall’andamento articolato con un ritmo riflessivo e intenso. Non parlerei di prosa poetica, termine che mi è sempre sembrato un po’ falso, per così dire. E’ invece poesia a tutti gli effetti che sceglie l’andamento di una versificazione ampia che sfocia nel confine stesso della prosa. E mi ha fatto molto piacere leggerla.

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