VALENTINA CASADEI, Scivolare

Scivolare è una raccolta di poesie che narra di tutti i maldestri tentativi d’esistenza che si compiono per stare al mondo. E lo scivolare è un lasciarsi andare alla vita ma è anche un cadere. Comporta sempre un rialzarsi e ritrova nell’amore l’antidoto più potente al torpore. Scivolare è movimento, la condizione necessaria per navigare in questo mare. In un presente che coltiva il futuro, guardando al passato, con dolcezza e coscienza, innumerevoli Io combattono piccole battaglie personali contro assiomi generali, fra parole di speranza e di perdono, crescita e spaesamento, strade a senso unico e scorciatoie (v. c.).

* * *

1.

Così lontano, così vicino

annidarsi quell’assillo

ripetermi a memoria i detti dei saggi

seguirne le dottrine

provenire da un’altra solitudine

come alieno triste

con una coscienza da genio

nel rigore dell’anima

e l’incomprensione dei propositi

vacillare quella saldezza

sentirmi a casa nei pianeti

2.

Nel sentiero che vedevo lontano

impestato dalla nebbia

morivano parti di me 

come soldati sulle mine

saltavano per aria braccia e gambe

la testa mozzata roteava 

in una danza tutta sua

altrove c’erano le stelle

ma la notte non ci apparteneva 

il buio era una prerogativa dell’anima

intorno a noi solo un tappeto arrotolato 

3.

Rannicchiate come corpi spaventati

passarsi il testimone

abbraccio piccoli meandri tuoi impolverati

tu mia madre

io la tua bambina

nella tua incredibile grazia 

per la tua docile battaglia contro il tempo

– l’amore basta ai burroni, che non spaventano ormai più –

vivi quello che hai da vivere 

come le ricette che segui

inizio, preparazione, attesa, fine

ora attendi

l’ingombrante vuoto

che lascia la focaccia finita nel piatto

ti lecchi le briciole dalle dita

quel che resta di un tramonto

4.

Dentro ai nodi stretti

rannidati i miei strilli

slacciati se il tempo mi prende tutto

la nave che parte e non fa ritorno

la corda dell’arco ben tesa

la freccia puntata sulla preda

per catturare il pianto

e ferirlo nella crepa

5.

Domani è il passo che non faccio

e trovo il mio posto 

nel mondo degli addii

dove

– con una parvenza di verginità alla vita –

saluto il cielo con la mano

pregando la scoria di non essere radioattiva

e salire fin dove si arriva

6.

Punti di partenza senza arrivi

per ritrovi irrisolti

con la solita creatura

che piange se ha fame

imparo l’arte della resurrezione

quando i nei 

disegnano il percorso per uscire dal corpo

e sulla mappa

tiro la linea che collega la casa al nascondiglio

addobbo la porta con un fiore

7.

Sei il capolavoro del gigante

la tensione incessante degli allarmi

che rimbombano in tutta la città

sei filo elettrico

esplosione

la mia anima s’attorciglia al tuo manico

e tu,

pentola calda,

riscaldi il nostro brodo

in cui ci si fonde come si può

per prendere posto in ogni dove

Moriranno le agonie 

e le ali consoleranno i cieli

dai rimasugli di parole

8.

Un falò che arde

i luoghi

un fedele che prega

i giorni

cercare cavilli

parvenze di realtà

ritrovi negli appigli

a tu per tu con chi si chiede

se è prima il volo o la caduta

confortando il fusto

dalla diramazione infelice

9.

Quando nelle vene dell’inverno

l’anima si tiene ben dritta

e non cede al precipizio

il crocevia dei geli

rende ai fantasmi una dignità mortale

di strati invisibili

sorti da fondali scoloriti

e nelle piroette di fumo 

che fuoriesce dal camino

10.

Quando il sonno sopraggiungerà

il ricordo 

nella caduta

incontrerà il sogno

con il perdono

tutto diventerà possibile

in un tempo piccolo e finito

la foglia secca sarà schiacciata dalla suola

e le sue briciole infesteranno il paesaggio 

in un inedito presagio di miseria

nel vincolo di un labbro chiuso

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Biografia di Valentina Casadei

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