PAOLO ALLEGREZZA, Dieci poesie da “Interlinea”*

Ciò che più colpisce del “discorso pubblico” intorno alla letteratura, è la sua assenza, contrariamente a quanto avviene nelle arti visive in cui esplicite scelte di tendenza, si pensi all’impostazione di Kassel-Documenta, sono tutt’altro che rare. Nel campo letterario, al contrario, fatta eccezione per poche voci critiche, prevalentemente al femminile, ciò che prevale è un’informazione neutra, attenta a non schierarsi. Conseguenza della resa al dominio incontrastato dell’‟intrattenimento”, secondo la definizione che ne diede Foster Wallace, in cui i requisiti richiesti sono leggibilità e trama accattivante.

Tutto ciò riguarda, tuttavia, il romanzo, in quanto la poesia, in forza della sua fragilità sul mercato, ha usufruito di un isolamento che nel corso del tempo le ha giovato. Non che gli effetti della restaurazione anti avanguardia dei primi anni ʼ80 non si siano fatti sentire, basti pensare alla fortuna di cui oggi ancora godono le poetiche scaturite dalla “parola innamorata”, ma in questo caso la resistenza di coloro che rifiutavano di rassegnarsi alla centralità dell’io lirico, è stata molto più efficace. D’altra parte, la vitalità della poesia a fronte di una certa stasi del romanzo è questione antica. Merito della presenza sulla scena degli autori della neoavanguardia che non hanno mai mollato la presa, Balestrini e Sanguineti su tutti, e poi di esperienze nuove che fin dagli anni ʼ90 hanno dato nuova linfa alle scritture alternative: il Gruppo ʼ93, riviste come “Baldus” e “Altri Termini”, sul fronte della poesia sonora e visiva il lavoro di lunga durata di Arrigo Lora Totino, Giovanni Fontana, Lamberto Pignotti, sulla performance e sull’oralità hanno continuato a produrre Lello Voce, Tomaso Binga, Carmine Lubrano, quest’ultimo attivo anche con il progetto di “Terra del Fuoco”, riviste come “l’Immaginazione” e “Frequenze poetiche”, cui si è aggiunto negli anni più recenti il “Gruppo Gamm” da cui è scaturita una nuova generazione di poeti. Video artisti, il caso più eclatante è quello di Ophelia Borghesan, che utilizzano computer grafica, animazioni, suoni, parole in un’originale e urticante lettura di questi nostri tempi; artisti totali come Rezza Mastrella per i quali il lavoro di destrutturazione e reinvenzione della parola serve a svelare l’assurdo presente nei rapporti sociali. Solo alcuni dei nomi in campo, ma utili a rendere l’idea di un contesto assai attivo. Il motivo di questa sommaria rassegna? È necessario, nel momento in cui si sceglie di lavorare creativamente sulla parola, dichiarare il proprio posizionamento, in quanto la poesia, così come l’arte, non nasce da una solitaria ispirazione ma è la conseguenza di un percorso di ascolto, studio e, termine quasi impronunciabile oggi, lavoro teorico. Il punto da cui partire è l’idea di un lavoro sul reale che neghi lo statuto privilegiato dell’io e dia voce ad una sorta di testo senza autore, prossimo a quell’idea di voce corale, di cui ha parlato l’ultimo Sanguineti. Per lavoro sul reale non va intesa la registrazione di materiali, ma la resa del flusso di immagini su immagini, frammentario e senza sintassi, su cui si forma il pensiero. Come nel caso della meditazione, il contrario del vuoto, punto da cui inizia il processo di liberazione dell’io.

In questo senso la poesia può essere intesa anche come una meditazione sulla meditazione, seguendo l’esempio di quella componente del “movimento” beat – Joanne Kyger, Michael McClure, Gary Snyder, Philip Whalen –  che sviluppò il Projective verse di Charles Olson. L’idea che il testo sia come uno spartito musicale, in cui ad una percezione ne segue immediatamente un’altra in grado di suscitare continui incontri neuronali nella mente del lettore, innescando in lui un’esperienza sensoriale e di invenzione del reale. Il poeta, in questo senso, non è che l’attivatore di un meccanismo che deflagra in mille piani: suoni, disegni, fotografie, animazioni concorrono ad innescare un flusso percettivo non limitato alla sola parola ed in grado, ribaltando schemi e pseudo certezze, di attivare una nuova produzione di soggettività. Per farlo, il riuso degli strumenti dell’avanguardia novecentesca dal collage, alla citazione, al montaggio, al segno grafico, al suono.

La raccolta che comprende i testi qui pubblicati, Interlinea, https://www.amazon.it/s?k=interlinea+paolo+allegrezza&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss, si compone di quattro sezioni ognuna corrispondente ad una funzione diversa. Fuori riprende una forma tradizionale della poesia giapponese quale l’Haibun, un prosimetro che descrive una breve storia prevalentemente di viaggio secondo il modulo del diario e del piccolo saggio; una sorta di registrazione del “qui ed ora” che cattura l’incanto di un momento speciale ed evoca l’infinita potenza del nostro rapporto con il vivente. Tutorial, utilizza in modo paradossale un modulo assai diffuso nella comunicazione contemporanea, le istruzioni per l’uso, per richiamare l’attenzione sul contenuto di citazioni o affermazioni volutamente apodittiche ma orientate nell’indicare una scelta di campo. Multi/versi segue il filo della riflessione sulla poesia e sull’arte, anche in questo caso attingendo alla citazione (Burroughs, Manganelli) e si rifà ad un concetto di lunga durata del pensiero materialista, da Bruno alla fisica contemporanea, che qui diviene allegoria dell’eterogeneità e della contaminazione. Assembla/ti si muove intorno al contrasto tra un meccanismo apparentemente a chiave (il rebus, la combinazione testuale costruita sulla citazione) e asserzioni volte a confutare residui di umanesimo progressista; anche in questo caso utilizzo di alcuni autori prediletti quali Osip Mandel’stam e Rosi Braidotti.

Ibridare, connettere, aprire nuove possibilità di senso e di vita, trasformare, sviluppare le nostre capacità neuronali ribaltando le plumbee letture della rassegnazione e della distopia. Possibile immaginare un ruolo più affascinante per l’arte? (p. a.)

* Poesie 2017-2021, autoprodotto, 2021, pp. 49

* * *

Highlanders

Sagome circolari intrecciate

in crescendo   evocano le volte di una cattedrale

in corteo per le vie del paese la sostengono

in sei   davanti alla chiesa poi

la discesa verso il mare  

                                                           depongono la cattedrale in acqua

                                                          guizza il riflesso su onde lievi

                                                         interstizi porosi sull’asfalto

*

Gelso

 

                 Vermiglio dei frutti

il mito di Piramo e Tsibe

                              Sulla leggera altura sopra il torrente arido

ne raccogliamo con P.

                                        grande conoscitore di piante medicamentose

                                           mi rivela che le foglie del gelso nutrivano i

            bachi da seta

                    Alto 15 metri fusto grande ampio fogliame

                         il nero saggezza

                                    il rosso immaturo

il bianco vanità

 Al centro della carreggiata

 il bar dei motociclisti

 granita (di gelso)

(dalla sezione I fuori)

* *

Nascita

nato il

      14 aprile 1962

o nato il

             14 aprile 1865 quando fu ucciso Abraham Lincoln

o nato il

           14 aprile 1942 quando un idrovolante giapponese bombardò la città di San Diego                                               

o nato il

          14 aprile 1986 quando la stessa cosa fecero gli americani in Libia

o nato il

         14 aprile 1205 quando si combatté la battaglia di Adrianopoli

*

Sciame

Davvero affascinanti queste abitanti del nostro pianeta

     Sulla parete di vetro opaca della pasticceria

            dialogano con le loro minuscole proboscidi e pelosissime zampette

              libere e ferocemente affamate di contatti impollinanti

In sincronia con l’asse terrestre  e solare

                        volano   ronzano  copulano promiscuamente

                              l’operaia quando punge

                                   lascia i suoi gangli nella vittima

                                        ma dopo poco non può che morire

Sciamano per misteriose ragioni      sorde

     alle invocazioni di ritorno

        vagabonde e pignole

            portano la specie con sé

  Affascinanti queste abitanti del nostro pianeta

(dalla sezione I tutorial)

* * *

Cemento

Possibile entrare nelle feritoie

            un pesce vola sulle nuvole come alture

    senso di quel granito

         osservandone le venature

   trasparenza dei perni

nuota senza posa

*

Segno

 

Fluttua           grammatica del profondo

             reticolo 

                        sulle

                             pareti

 traccia

*

Buchi

non si può entrare ma

può uscire luce/materia

si può entrare ma non

può uscire luce/materia

non si può toccare ma

può uscire luce/materia

si può toccare ma non

può uscire luce/materia

non si può vedere ma

può uscire luce/materia

si può vedere ma non

può uscire luce/materia

non si può sentire ma

può uscire luce/materia

si può sentire ma non

può uscire luce/materia

(dalla sezione Multi/versi)

* * * *

Può

Può essere la rappresentazione

              del mare         o        

                         del cielo

ma non può essere ciò che

                      pensi sia

può essere montagne e prati

ma non può essere ciò che

                      pensi sia

può essere alga o croco

ma non può essere ciò che

                      pensi sia

*

Resa

L’importante è ricordarsi

     che stiamo vedendo un film

            e quindi la storia d’amore

               è mera invenzione

Quando sei consapevole

                        di essere un produttore

                                   di energia

grazie all’abilità di sottrarti

un campo di forze

Arresi al fatto che il pensiero è prodotto dalla bocca

     sul fiume Sumida i fedeli in processione

           chiedono scusa ai pesci per averli uccisi con reti

                        fiocine lenze            e vi è persino un ponte

                                   a Tokyo dedicato alla memoria di un gatto

*

Retta/Curva

Il sole tramonta proprio di fronte alla punta

            del  litorale       disegna una linea retta

immaginaria

in natura le linee rette sono molto rare

            si trovano nei cristalli

                                   non nelle forme viventi

il corpo umano è eretto

                         stabilità “naturale” dell’angolo retto

conseguenze della ragione             dell’ingegno che ha portato l’uomo negli

igloo o nelle capanne

Intanto un gabbiano scende in ampie curve e

conquista il suo pasto quotidiano

(dalla sezione Assembla/ti)

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Biografia di Paolo Allegrezza

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