NADIA CAVALERA, Piccola antologia da Casuals scelta dall’autrice


Maggio 2012

Povera Emilia
con le gambe rotte stramazzata al suolo
spaccato dall’umano terremoto
tallonato ancora come allora
dalla famelica subsidenza
della terra che cerca l’antica consistenza
(: è lo stallo alla deriva il mallo da mangiare in vita)

E tutto
per la mazzetta prepotenza di affaristi misti
per l’indolenza sospetta di politici stitici

Ora il tuo lavoro decoro
di brava gente ubbidiente
che tiene botta nella precaria rotta
punta il futuro nel recupero del passato
vagheggia di ritornare a prima

Ma le macerie deleterie
e le sabbie di scabbie letali intorno
hanno stralunato la tua dolce piana

Povera Emilia mia
un tempo così salda e sana
È la battaglia la tua prossima faglia

 

L’anima segna

Siamo il frutto del già dato
stellare ruminato
e l’anima ragna segna
non s’insegna
Niente alucce o grucce metafisiche babucce
solo l’intuizione di sé
la punta d’un tre
c’è chi la cerca la carca la marca
e c’è chi mai l’imbarca
in procedura allo sbaraglio avariata mottura
Comunque è unica
runica tunica
come ogni poro foro faro del nostro noi
(: la disintegrazione è riciclo nel tempo dello spazio)
Ogni tentativo d’omologazione
strapazzata omelette di babette
è sfregio sacrilegio
(: lo stupro d’un rosso melodioso ciliegio)

 

V’attorco

                               ai politicanti

Tutti giù a terra
ultima deiezione merda certa
che con la coda a moda di ruota soda
v’attorco tre volte tre il porco collo
il capicollo e tutto l’atollo
del corpo mollo
dacché avete fatto di noi peso morto

Dopo l’acme del sessantotto

Dopo l’acme del sessantotto
scoccò
per i superiori sfruttatori
la reconquista a  dirotto spotto
e
s u b a l t e n a m e n t e
per gli inferiori loro sostenitori
intraprendenti cialtroni
la recessione al botto trotto scotto
Ché chi ha avuto tutto
gode
dell’altrui totale umiliazione
(: pronte però per i media le lacrime di scena)

Il trio dello sfrigolìo popolare

E voilà ecco qua
il trio dello sfrigolìo popolare
Alfano il pescatore
che ci tiene a farsi ritrarre
di fianco alla preda del padrone
Bersani  il tonno in sonno tonto
che par colto di sorpresa
nella rete da decenni tesa
Casini il ruffiano esecutore di longo piano
che qui  si finge indifferente
per non pesare troppo sulla spompata gente

 

Quest’aria

Quest’aria
stagnante nel sociale
è ferale (: necessita un capovolgimento totale)
dove sei operaio sfruttato e monco?
dov’è il ronco?
dovè l’impiegato piagato e inchiodato?
a mantenere ogni prelato
e concubinato traslato?
dov’è il lavoratore onesto operatore il migliore?
a condividere l’onere impellente
a estirpare orme virulente
a imporre la giusta lente
Vanno rifatte le leggi sfregi
vanno pulite da tutti i privilegi
Ma prima
va azzerato il parlamento
doppio quadruplo personale osceno palmento
degli eletti indegni
da buttare al vento senza sprecare
un momento
(: i sacrifici del futuro insicuro gemmano fichi ciechi)

(da CASUALS, Abeditore, Milano 2016)


Biografia di Nadia Cavalera


 

Poesia italiana contemporanea

Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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