FRANCISCO MUÑOZ SOLER, Poemas de viajes/Poema di viaggio (scelta e traduzione di Giorgio Moio)


A VECES LOS POETAS

desde sus incertidumbres
tienen la tentación de comprender
la condición humana,
intentando captar ecos,
elocuciones de silencios,
irradiaciones de besos,
infinitos de miradas,
sin la certeza de la ciencia arqueológica
capaz de rescatar el origen
de nuestras almas.

 

A VOLTE POETI

dalle loro incertezze
sono tentati di capire
la condizione umana,
cercando di captare gli echi,
elocuzioni di silenzi,
irradiazioni di baci,
di sguardi,
senza la certezza della scienza archeologica.
in grado di salvare l’origine
delle nostre anime.

 

* * *

 

SIGUE ESTANDO PRESENTE EN MÍ

la sensación de sus brazos
agarrados a mi espalda
y sus piernas enrolladas
a mi cintura, conectados
por el calor de cariño
de nuestros pechos,
mientras caminaba por la calle
mirándonos, besándonos,
como el mundo fuese testigo
de un amor indestructible.

 

È ANCORA PRESENTE IN ME

la sensazione delle sue braccia
aggrappate alla mia schiena
e le sue gambe arrotolate
alla mia vita, collegate
per il calore dell’affetto
dei nostri seni,
mentre camminiamo per strada
ci guardiamo, ci baciamo,
con il mondo testimone
di un amore indistruttibile.

 

* * *

 

DESDICHA

                                 

                                                                            a Anna Ajmátova

 

Once memorias cobijan palabras y lágrimas inocentes en noches sin alba,
de opresivos puños que exigen cánticos de inquebrantable pureza
entre aullidos que rasgan el silencio por el hijo que no ha vuelto,
intenta ahogar la fantasía con el pico, el cuervo negro
que surca la tierra con los cuerpos de los poetas.

Once memorias, once, cantan Requiém en el silencio fructífero.

 

SVENTURA

ad Anna Ajmátova

Undici ricordi proteggono parole innocenti e lacrime nelle notti senza alba,
di pugni oppressivi che richiedono canzoni di incrollabile purezza.
tra urla che strappano il silenzio per il figlio che non è tornato,
cerca di annegare la fantasia con il becco, il corvo nero.
che attraversa la terra con i corpi dei poeti.

Undici ricordi, undici, cantano un requiem in un silenzio fecondo.

 

* * *

 

LA  AURORA

La aurora llega y la noche la recibe en su boca
                                                         porque allí no hay respuesta ni esperanza posible.
(Federico Garcia Lorca)

 

II- AURORA EN LA BAHÍA DEL RÍO HUDSON

Hay auroras que surgen en la claridad más terrible
en alba engañada por artificiales luces
enjambres de cemento y teñido cielos.

Reino de leyes, prisas y cotidianos llantos de angustias
donde los números caminan en silencio
devorando familias en fríos cuencos de cieno.

Hudson que desembocas sin esperanza posible
para los veintiséis mil niños que mueren cada día
acoge la verdadera luz de la espiga.

 

L’AURORA

Arriva l’alba e la notte la riceve sulla bocca.
                                                      perché non c’è risposta e nessuna speranza possibile.
(Federico Garcia Lorca)

 

II – AURORA NELLA BAIA DEL FIUME HUDSON

Ci sono aurore che nascono nella più terribile chiarezza
all’alba ingannati dalle luci artificiali
da sciami di cemento e cieli macchiati.

Regno delle leggi, fretta e grida quotidiane di angoscia
dove i numeri camminano in silenzio
che divorano le famiglie in fredde ciotole di limo.

Hudson che ti ritrovi senza alcuna possibile speranza
per i ventiseimila bambini che muoiono ogni giorno.
accogli la vera luce dell’orecchio.

 

* * *

 

ANHELO AL ALBOREAR EL DÍA

pasear hasta la playa
y observar la orilla que declina,

disponerme a viajar a mi memoria
que se abre como una aurora
porque la gravedad de la herida
no es penumbra hueca sino espacio
de abertura que navega desde la orilla
hasta los océanos donde se divisa
la Cruz del Sur con su belleza,

en el circulo del agua ordenar
constelaciones, escuchar el silencio,
el eco del pensamiento, en ese tiempo
cósmico, un segundo hecho de memoria,
donde somos el uno y el otro,
en el tiempo y el espacio ajeno
a la sentencia de Horacio.

 

DESIDERIO DI VEDERE L’ALBA

passeggiare fino alla spiaggia
e osservare la riva in declino,

disponendomi a viaggiare nei ricordi
che si aprono come un’aurora
ché la gravità della ferita
non è oscurità vuota, ma uno spazio
di apertura che dalla riva naviga
verso gli oceani dove si può ammirare
la Croce del Sud con la sua bellezza,

nel cerchio dell’acqua dove si dispongono
costellazioni, ascoltando il silenzio,
l’eco del pensiero, in quel tempo
cosmico, un secondo fatto di memoria,
dove siamo l’uno e l’altro,
nel tempo e nello spazio estranei
alla sentenza di Orazio.

 

* * *

 

ALAMAR           

En el extremo Este de la gran señora del trópico
entre  deslumbrantes tesoros naturales,
brisas marinas y un intenso verde paradisíaco
se halla un laberíntico e inhóspito crisol,
Alamar resplandor de espejos rotos
de arterias quebradas y mares sin sirenas,
erial de asombros de perfiles invisibles
magma de mixtura autóctona de personas,
árido escenario de alumbramiento poético.

 

ALAMAR   

All’estremità orientale della grande signora dei tropici
tra splendidi tesori naturali,
brezze marine e un paradiso verde intenso
si trova un crogiolo labirintico e inospitale,
Alamar abbagliamento di specchi rotti
di arterie rotte e mari liberi da sirene,
di sorprendenti profili invisibili
magma della miscela autoctona di persone,
arido palcoscenico di luci poetiche.


Biografia di Francisco Muñoz Soler


 

Poesia straniera contemporanea

Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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