EMIR SOKOLOVIĆ, Senza titolo

DIVNO JE…

 

divno je biti Tamo o čemu drugi maštaju

osjetiti jaz koji se utili s malo boli, ali biti

divno je udaljiti se i posmatrati da bi se

moglo reći: „Dogodilo se!“

ili oni malo bolniji napuste Riječ;

potom se slabiji zapitaju: „Kuda?“,

a umni ih upućuju pjevom ptice koja živi

samo u legendama

stoga im dan podari počinak

(a oni ni ne pohodiše ga)

san podari prizor košute na vrelu

(bio je tada trska)

 

 

È MAGNIFICO

è magnifico essere Laggiù cosa di cui

gli altri fantasticano sentire il divario

che si appaga con poco dolore, ma

esserci, è magnifico allontanarsi e

osservare per poter dire:

                            “È accaduto!”

oppure quelli un tanto più dolenti

abbandonano la Parola,

quindi i più deboli si chiedono: “Dove?”

e i saggi gli indicano il canto dell’uccello

che vive soltanto nelle leggende

perciò il giorno gli regala il riposo

(senza nemmeno visitarlo)

Il sogno gli regala la scena di una

Cerva alla fonte (era una canna allora)

*

 

MUČENIŠTVO SVETOG JOVANA JEVANĐELISTA

 

Poput zvóna

i jeke same

pokorom strto

srce ti praštalo

grijeh im što

bol ti ga

kruni

– a Glas bijaše tvoj –

U dokolici

izađahu iz utvrda

da moć si povrate

dok plamen ti

s  kute miluje

Glas

Glas što bijaše…

 

 

IL SACRO MARTIRIO DI GIOVANNI EVANGELISTA TRISTEMENTE

Come le campane

come la stessa eco

la penitenza del cuore spezzato,

cuore perdona

il loro peccato,

che male ti infligge

la corona!

– e la tua voce era la tua –

Nel tempo liberato

perdute le forze

hai recuperato potere

tu, come una fiamma

con una carezza felina

Voce

Voce che sei stato…

* *

 

IME

 

Stopa. Stopa. I još jedna. I još, još…

109.573 i lica nigdje

Pijesak, Zrno. Plam i prah

111.716 I lica nigdje a žica je sve

A zna se da je Demon naš

i nama što hodi Glas božiji na lavež što svodi

Mi oči imamo da nerosile bi

 

Stopa. Stopa. I još jedna. I još. još…

118.714 I lica nigdje

Pijesak. Zrno. Zorno. Plam i prah

119.242 i lica nigdje a lavež je sve

A oči nebesne kiklopske oči urokljive

Ispred Glasa našeg hode

Dok mi zjene imamo samo da molile bi

 

Stopa s osmijehom, stopa nesputana

Azur u dupljama a bol u prsima

Samo s pjesmom mrijet se može

174.816

186.914

194.219

I, nasuprot svega, lica nigdje…

 

 

NOME

L’impronta.L’impronta .. E un’altra. E ancora,ancora …

109.573 e i volti da nessuna parte

La sabbia.Un granello.. La fiamma e la polvere

111.716 Il volto da nessuna parte e il filo spinato  è  tutto

E sappiamo che il demonio è nostro

e a noi la voce di Dio sull’abbaiare come ridotta

Noi abbiamo gli occhi per non lacrimare

l’impronta. L’impronta. . E un’altra. E ancora.ancora. …

118.714 Il volto da nessuna parte

La sabbia. Il chicco… Vivido. La fiamma e la polvere

119.242 e volti ovunque e l’abbaio è il tutto

E degli occhi ciclopici gli occhi celesti del maleficio

di fronte alla Voce nostra camminano

mentre le mie pupille ho solo per pregare

L’impronta con un sorriso, l’impronta disinibita

Azzurro nella cavità e il dolore al toracie

Solo con la canzone si può morire

174.816

186.914

194.219

E, contrariamente a tutto, i volti da nessuna parte …

 

* * *

 

ALASI

 

Alasi

pređom od sna nesmotrenijom

pođoste krivotvoriti u šumama

kao blagodet što ih izrodiste

Alasi

potkom neobuzdanijom od sna

pođoste krivotvoriti u šumama si

neznanim i uvidjevši oplošja sva

kako uda si rastakaju uploviste

u talase što imenom vas dozivahu

Alasi

ponikoste predanja pogubivši sebe

ili zaptivši si oči dok stvaraste

i brodiste

 

 

PESCATORI

Pescatori

col filato più inavveduto di sogno

andaste a falsificare nelle selve

come benificio che ne partoriste

Pescatori

con la trama più sfrenata del sogno

andaste a falsificare nelle selve vi

ignote e nel riconoscere tutte le aree

che gli arti si corrodono entraste

nelle onde che il nome vi chiamavano

Pescatori

sollevaste le trepidazioni nell’uccidere voi stessi

o, nel trapparvi gli occhi mentre creavaste e

navigaste

 

* * * *

 

JADRANSKA SAGA

 

I grad na čijem trgu

Riba izvodeći piruetu

Okrada korak nijem

Dok ruinama orobljen fon

Valima u svijet ispraća

Te Neimara izaziva

Neimara ćupriju da skiti

Most ogladan u oknima

Iza kojih dveri htjedoše

Natkriliti zjene sjetne

I u vodi modroj mivene…

 

 

SAGA ADRIATICA

E la città a cui nel mercato

Il pesce eseguendo una piroetta

Froda un passo muto

Mentre le rovine dello fon derubate

Ondeggiando nel mondo accompagna

E il Costruttore provoca

Del Costruttore il ponte costruisce

Il viadotto  si specchia nelle finestre

Alle loro spalle i cancelli vorrebbero

Sovrastare le pupille malinconiche…

E in acqua blu lavate …

 

* * * * *

 

AKO JE RAT ZAVRŠEN ZAŠTO JE SUZAMA ZAMAGLJEN OVAJ APRILSKI DAN

 

Na obzorju stkanom

Bijelim prstima

Na potci od gari crnjoj

Ples nevin i netaknut

Crvenom piruetom

Od prvog čvora zbi

Zamor nastani

Svjetlo s druge strane

Bol po tratini slove

Vjesnike cvjetne nahodeći

Sunce k zenitu

A na obzorju stkanom

Zarad prsti bijelih

Pirueta izraste u upit:

„Ako je rat završen

Zašto je suzama zamagljen

Ovaj aprilski dan?!“

 

 

SE LA GUERRA È FINITA PERCHÈ DI LACRIMA È OFFUSCATO QUESTO GIORNO D’APRILE

All’orizzonte intrecciata

Con le bianche dita

Sulla trama della fuliggine più nera

La danza innocente e intatta

di rossa piroetta

Dal primo nodo nacque

di fatica divenne

la Luce dall’altro lato

il dolore sul prato pronuncia

i Messaggeri floreali voltano

Il sole allo zenit

E All’orizzonte intrecciata

Per amore delle dita bianche

La piroetta cresce nella domanda:

“Se la guerra è finita

Perché di lacrime è offuscato

Questo giorno mese di aprile?!”

 

* * * * * *

 

SKELARI

 

Skelari

dubinama vam brode

tihe i smirene

O, moji klesari

da znate,

samo da znate,

koliko je nepomičnost

orobila čuvstva

ne biste lovili

Skelari,

suton je već,

posljednja trezvenost

napušta krovišta

Zakoracite Bjelinom

O klesari

i kada uplovite

znaćete da nije

da duše će govoriti Jedno

Skelari, moji sutoni…

 

 

TRAGHETTATORI

Traghettatori

nelle vostre profondità navigano

le parche silenziose e quiete

O miei scalpellini

se voi sapeste

che l’immobilità

ha catturato i sensi

non andreste a cacciare

Traghettatori,

è già sceso il crepuscolo,

l’ultima temperanza

abbandona i rifugi

Avviatevi nel Biancore

o scalpellini

e quando arriverete

in porto saprete che non

che le anime diranno una cosa

Traghettatori, crepuscoli miei…

(traduzione dello stesso autore)

 

Poesia straniera contemporanea

Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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4 commenti su “EMIR SOKOLOVIĆ, Senza titolo

  1. It was my pleasure to have great privilege watching Emir developing into one of the most powerful poets today . Getting inspiration from past and present hardships he was able to form strong messages with his poetry directed to readers without any compromises.
    Truly being only one in his category actually made him stronger and sharper using pen as an precise tool for soul dissection.

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