DAVIDE MORELLI, Poesie minori. Pensieri minimi di Michele Nigro


Michele Nigro è perfettamente consapevole dei suoi mezzi espressivi e nella premessa dell’opera espone lucidamente la sua dichiarazione di poetica. Tre a mio avviso sono le cose da tenere in conto nella premessa dell’autore:

1) la nascita della poesia è “un fatto misterioso”;

2) la poesia “ci salva ogni giorno”. Infatti secondo Nigro la religione è inutile quando si è poeti perché la poesia è spiritualità, raccoglimento interiore, preghiera;

3) bisogna sempre porre attenzione all’“evoluzione neurolinguistica” del creatore.

Le composizioni di Nigro sono frutto di un “pensiero poetante”. Particolarmente originali sono l’uso di un linguaggio apparentemente quotidiano (mai totalmente ordinario) e l’utilizzo di quella che viene chiamata “intertestualità secondaria” in quanto fa riferimento spesso a testi di canzoni (ad esempio F. Battiato). Il poeta, citando canzoni, non ha timore di essere considerato anticulturale (per compiere certe operazioni è indiscusso il suo background). Non gli importa neanche di disquisire sulla vexata quaestio riguardante le differenze tra poesia e canzone d’autore. Credo che citare testi di canzoni sia un modo per rimarcare la capacità comunicativa di alcuni cantautori e anche un modo per prendere le distanze dal poetichese, un linguaggio troppo ricercato ed aulico. L’autore adopra talvolta anche termini informatici perché questa è l’epoca del digitale, anche se non è un nativo digitale. Non solo, ma un’altra cosa originale è che trascende la logora distinzione tra privato e politico. Questa raccolta è la dimostrazione oggettiva che un poeta dovrebbe autocensurarsi il meno possibile e non lasciare troppe cose nel suo cassetto per eccesso di pudore. Non dovrebbe mai eliminare scarti e varianti, ma offrirli al pubblico come ha fatto il Nostro.

Come ho già scritto in precedenza Nigro si pone in una posizione intermedia ed equilibrata tra la cosiddetta poesia lirica e quella cosiddetta di ricerca. Personalmente non credo che nella poesia lirica non vi sia ricerca e che nella poesia di ricerca non ci sia la presenza dell’io, ma andiamo oltre. I componimenti di Nigro sono aforistici e poetici al tempo stesso. Il poeta sa essere essenziale, iconoclasta, amaro. La sua ironia è sempre tagliente. È sempre sintetico e mai ridondante. Le sue poesie però non sono mai semplici calembour in quanto le sue freddure le diffonde soltanto sui social. In questo inizio secolo ricco di contrasti, ambivalenze, forti disuguaglianze, il pensiero di Nigro ci invita alla riflessione. Le sue poesie sono contrassegnate spesso dalla densità di significato. Sono frammenti illuminanti, che non annoiano mai come quelli di molti autori per la loro contorta concettosità. Secondo le neuroscienze i pensieri sono casuali. Ma questo significa che possono venire da un istante all’altro. I pensieri veramente originali vengono a ben pochi. La creatività infatti è un continuum attitudinale e Nigro è una persona creativa, che rifugge dal mito dell’ispirazione e si considera un artigiano della poesia.

Ogni giorno si mette pazientemente al tavolo a scrivere. Inoltre un tempo c’erano le armi di distruzione di massa. Oggi i mass media sono le nuove armi di distrazione di massa. Nessuno può più fare la rivoluzione perché il popolo è inebetito dalla televisione. La stessa televisione può essere finzione oppure quando non è finzione offre una rappresentazione distorta del mondo. Secondo il poeta Giuseppe Conte «è meglio che la poesia non sia popolare, se tale è tutto ciò che riguarda i consigli per gli acquisti, il luccicante ma miserabile mondo della moda, degli spot, del calcio-mercato». L’autore è contro tutto ciò e le sue opere dimostrano che in poesia non conta solo come si dice ma anche ciò che si dice. Nigro è scabro e mai pleonastico. I suoi pensieri sono fiumi carsici che alla fine diventano visibili, fuoriescono dall’oscurità.

Queste poesie descrivono efficacemente i mali di questa società e non stupisce quindi che abbiano avuto un periodo di gestazione lungo. Ci sono varie scuole di pensiero riguardo alla creazione poetica: Dio, il caso, l’ispirazione, l’inconscio. Per l’autore invece c’è bisogno di un paziente lavoro o quantomeno di un grande lavorio. I pensieri/poesie di Nigro vanno sorbiti lentamente. Vanno gustati con attenzione perché contengono saggezza ed arte mischiate assieme. Questa, comunque, è la civiltà dell’immagine, è “la civiltà dell’atomo”, della società di massa, della società post-industriale, è “l’età della plastica”. Il poeta ci porta, invece, a meditare sui veri problemi metafisici, sui paradossi esistenziali, sulle questioni fondamentali della nostra epoca. Nonostante il progresso scientifico, siamo di fronte anche a nuove forme di barbarie. Come hanno evidenziato i filosofi in questa società l’homo sapiens fa presto a diventare homo demens. Un tempo i sociologi parlavano di uomo economico. Oggi per i più pessimisti siamo nella fase dell’istupidimento collettivo. Forse la verità è che siamo soltanto in una fase di transizione. Abbiamo lasciato alle spalle vecchie ideologie e vecchi valori e non sappiamo ancora cosa ci aspetta. Adesso siamo in un periodo non particolarmente felice. È quella che io ho chiamato più volte società tecno-tribale. Non a caso i giovanissimi si esaltano con rituali pericolosissimi e rischiano spesso la vita per un selfie.

In un muro vicino alla biblioteca comunale ho letto una volta una scritta che diceva: «La visibilità è il cancro di questo secolo». L’autore è contro questi dogmi, questi nuovi imperativi ed anche quotidianamente sui social testimonia questo suo dissenso con osservazioni disincantate. Infine non deve ingannare la semplicità apparente che è calcolata. La linearità dei testi è molto elaborata.

Probabilmente è la risultante di molti ripensamenti e di riflessioni avute in un arco di tempo assai lungo. L’autore riesce ad essere speculativo senza mai essere troppo puntiglioso o troppo intellettuale. Prende le distanze sia dalle mode della società odierna che dalla cultura di massa. Inoltre non è uno snob che si impantana nei circoli letterari della penisola. Essere un fine dicitore, un raffinato cesellatore di parole non basta assolutamente per scrivere una raccolta di questo livello. Queste poesie sono un antidoto a questa società, che spicca per i suoi neologismi e i suoi slogan. Come scrive il poeta: «Senso e significato / si perdono tra i flutti, /solo un legno poeta /tenta di salvarli». I pensieri di Nigro lottano contro i luoghi comuni e le apparenze. L’autore, ancora prima di essere un ottimo poeta, è un uomo che sa andare controcorrente.

Michele Nigro
Pensieri minori. Pensieri minimi
Edizioni Nugae 2.0, 2018

Biografia di Davide Morelli


 

Letture - Riletture

Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

Precedente FRANCO CIPRIANO, Avvento, rivelazioni e trascendenza di Luca [Luigi Castellano] (Annotazioni per una immagine impossibile)* Successivo RAFFAELE PIAZZA, Poesie di Oronzo Liuzzi

Un commento su “DAVIDE MORELLI, Poesie minori. Pensieri minimi di Michele Nigro

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.