CRESTOMAZIA 9

CRESTOMAZIA


Testi verbovisuali di: Anna Boschi, Federico Federici, Hilda Hilst, Sonia Otero, Guido Penzo, Raffaele Piazza, Mirko Servetti, Maurizio Soldini

*

 

ANNA BOSCHI
Napoli Napulè

a Pino Daniele

 

*

FEDERICO FEDERICI
So the Midnigth bird sings

 

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HILDA HILST
Tenta-me de novo
(traduzione di Anna Fresu)

E por que haverias de querer minha alma
Na tua cama?
Disse palavras líquidas, deleitosas, ásperas
Obscenas, porque era assim que gostávamos.
Mas não menti gozo prazer lascívia
Nem omiti que a alma está além, buscando
Aquele Outro. E te repito: por que haverias
De querer minha alma na tua cama?
Jubila-te da memória de coitos e acertos.
Ou tenta-me de novo. Obriga-me.

 

Tentami ancora

E perché dovresti volere la mia anima
nel tuo letto?
Ho detto parole liquide, piacevoli, aspre
oscene, perché era così che ci piaceva.
Ma non ho finto godimento piacere lascivia
né ho omesso che l’anima era altrove,
cercando Quell’Altro.
E ti ripeto: perché dovresti
volere la mia anima nel tuo letto?
Rallegrati della memoria di amplessi
e di interruzioni
O tentami ancora. Costringimi.

 

*

SONIA OTERO

 

*

GUIDO PENZO
UN Po’Esia e un Po’ nO

In sul calare del sole
Ai piedi di quell’ermo colle salmastro
Di fianco alla siepe di arse tamerici
Tra il dormiveglia e il dormidormi
Mentre Orfeo orfava
Con una battuta
Un sorriso ti ho strappato
E tu
Ti sei arrabbiato
Perché era l’ultimo che avevi.

 

Ode barbara

S’ode un fremitio di fremiti
di giovin italici.
S’ode a destra un languir
di languidi sguardi.
S’ode a sinistra un sinistro calpestio
di anonime presenze presenti.
S’ode in cucina un ribollir
d’acqua nel pentolin.
Sode, al fin le uova
son sode.

 

*

RAFFAELE PIAZZA
Sul bordo della rosa

Vedi, nella zona più bassa del volo
radente dei passeri, troviamo la parola per salire,
la porta della brina immaginaria
in questa invernale meraviglia
a dare freddi e azzurri vocaboli
per il sinuoso senso del rito quotidiano e duale.
Dove si aprono i varchi nel paesaggio
si allarga anche la mente
lavoro e sesso e amore coniugano
le ali senza tempo di virtuali ore:
se cerchi un margine o un velario per coprire
con tende di libertà la storia o
con le tasche piene d’erba uscire allo scoperto
per le strade e fare con altri il poeta.

 

*

MIRKO SERVETTI

Ciliegio seccagno
esposto al vento primaticcio;
gleba di loglio
che tutto tracanna
senza saziarsi senza pacarsi.
Non c’è ardore siffatto
su nessuna altra brughiera,
su nessun’altra pampa
pur bruciante di fuochi smodati.
Non c’è in nessuna tundra
una cecagna altrettanto in tumulto;
morsura che svelle
e sconquassa, impeto
di un rogo inarrivabile
sogno che investe
con le sue tempeste,
miracolo senza prima né dopo
mercato di gioia in movimento,
festa di popolo
con il suo continuo viavai
con i suoi traffici di fiori
sempre argentini sempre sonori!

 

*

MAURIZIO SOLDINI
La sera

si scartavetra l’acqua per necessaria prova
l’arsura obbliga a tenere il punto sollevato
lungo la linea sopra l’orizzonte che s’increspa

il saltimbanco degli impossibilia gioca a dadi
lancia la ruota e vince un lotto di parole
si accumulano frasi senza nesso e fuori piove


 

Crestomazia

Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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