CARMEN MOSCARIELLO, Lilly Brogi, una Donna Artista che conosce l’anima del mondo

LETTURE – RILETTURE


L’Arte mi cullerà questo verso così incisivo, un imperativo categorico secondo i canoni Kantiani, ci porta all’orecchio Vissi d’Arte, vissi d’Amore, un’aria che sicuramente Lilly Brogi non ignora, vista la sua passione per tutti gli aspetti e i canoni dell’Arte. Dove c’è il garbo, l’eleganza della forma, il battito di un cuore, la morbidezza della rosa, lì la poetessa, scrittrice, pittrice, scultrice pone l’orecchio e si attiva per capire fino in fondo. Il suo Essere è agli antipodi del nostro tempo: serietà, garbo, generosità, sofferenza (quella dei grandi poeti, con ferite che sanguinano e pensano solo a come curare gli strazi del prossimo). Prima di trattare di quest’opera suggestiva, intrigante, sincera condita con italicum acetum, molto abbondante, profumata dell’orgoglio dei poeti. Dicevo prima di trattare dell’opera, bisogna conoscere la Donna, una femminilità da regina, fin da piccola come giustamente fa notare Franco Manescalchi nella sua precisa ed accorta postfazione al libro, ella è stata educata ai molteplici linguaggi dell’arte, dalla musica, alla pittura, alla poesia. E su queste strade radiose e importanti per la società civile ha creato i suoi percorsi di luce. Tutte hanno lasciato un segno indelebile e tuttora Lei si muove candidamente come solo i grandi artisti sanno fare, in questo mondo non certo delicato, né adatto alle babbucce di ballerina che Lei indossa imperturbabile anche su pietre acuminate. «Vivo fecondo, per questo dipingo dipingo», dice l’Autrice.

Non ha bisogno che nessuno la tenga per mano, lei Deadonna conosce la strada e i suoi obiettivi, l’Artista è memoria del mondo. La morte all’arista non le appartiene, perché ella possiede dentro il proprio corpo un fuoco ardente che la accompagnerà per tutta l’esistenza, anche ben oltre la vita. Ed ecco che lei si rivede fanciulla, sulle strade panoramiche (da mozzare il fiato, di Livorno con due o tre amici in bicicletta stracarichi di cavalletti e tele per cercare il punto più bello dove mettersi al lavoro e i camionisti che percorrevano velocemente quelle strade suonavano infastiditi i loro clacsono. Quante persone avrà incontrato Lilly nella sua vita che infastidite non capivano o non potevano capire l’immenso dono dell’Arte. Questo libro andrebbe studiato nelle scuole di ogni ordine e grado, a volte ,in questi luoghi l’Arte è ridotta a tecnicismi, depauperata del suo aspetto più bello, quello delle emozioni. Certa disperazione di solitudine non è un caso, è il frutto sbagliato di guardare agli aspetti che davvero contano nella vita. In questo libro, dai delicati armoniosi periodi, all’improvviso emerge l’amore grande che l’artista nutre per Livorno sua terra natia, città levigata, candida come una nuvola. Ma, anche da tanta bellezza fuoriesce la cattiveria dell’essere umano: un’artista e per giunta donna.

C’è da domandarsi dove sarebbe arrivata Lilly Brogi se con queste qualità fosse stata un uomo. Questa domanda che mi sono posta è pertinente fino a un certo punto, la grandezza di Lilly Brogi è proprio nell’essere donna, se la sua fiducia e i suoi sentimenti sono stati traditi è proprio il suo essere Poeta e Artista che ha prodotto questi “lutti”.

Molti non perdonano all’Artista certi suoi aspetti umani profondi, non gli si perdona di essere troppo vicini alla divinità, troppo diversa dagli altri, non si concepisce una vita senza calcoli e, quindi, l’odio e l’invidia si scatenano e si sfregia il bellissimo marmo della Pietà di Michelangelo. Troppe donne, troppi uomini odiano l’Arte e l’Arista e compensano le loro frustrazioni sfregiando ciò che loro non potranno mai essere.

Chi è l’Artista Lilly Brogi è facilmente percepibile dalla sua scrittura: Franco Manescalchi la definisce giustamente “prosa d’arte”. Io la chiamo poesia, si può fare poesia anche raccontando le bassezze del mondo, il Poeta rimane sempre quello che è una nuvola delicata, ma non c’è parola più incisiva della sua.

 

Lilly Brogi
Toscana… Italia… Cave canem. Tra leggenda e realtà
Polistampa, 2018, pp. 104

Biografia di Carmen Moscariello


 

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Informazioni su frequenzepoetiche

Giorgio Moio è nato a Quarto (NA) il 25 maggio 1959. Poeta, è stato redattore delle riviste «Altri Termini» e «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori). Direttore editoriale di una piccola casa editrice, nel 1998 ha fondato e dirige la rivista «Risvolti», quaderni di linguaggi in movimento. Ha collaborato con numerose riviste, attualmente collabora assiduamente col magazine on line "Cinque Colonne" e con la rivista webzine "Malacoda". Ha pubblicato una quindicina di volumi.

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