AFORISMI


… la prima cosa che si deve fare nello scrivere una poesia, è aprire la finestra al giorno, poi martellare come un tamburo spasmi rotatori…

… ti daranno una giostra e tu dovrai giostrare, ti diranno di scendere un giorno ma tu non li stare ad ascoltare; il bello – come dice Calvino – è vedere ogni volta quale ponte sei capace di costruire per passare dall’altra parte e continuare la tua strada; soltanto con questo atteggiamento si potrà ancora riuscire a vedere nuove le cose che saranno nuove: diversamente si continuerà a ripetere sempre lo stesso discorso come un organetto e a vedere grigi tutti i gatti…

… costruire una poesia equivale a confrontarsi con qualcosa che giace aldilà della scrittura, sull’asse del vivre dove il nome è senz’altro un altro nome, dove il segno è un altro segno…

… linguaggio pacifico o linguaggio trasgressivo. Ad ogni modo linguaggio che si sottrae a punti fissi, a concezioni predeterminate, con le parole che non danno tregua al feticismo di un’aura mitologica, a una verità strettamente legata al concetto di Grazia e di Bellezza…

… la scrittura si deve costituire come visione dinamica della realtà, come costruzione di un qualcosa in continua evoluzione, come linguaggio intraverbale che cambia continuamente…

… ma è poi vero che il momento delle ultime avanguardie sia passato?…

… meglio la sofferenza che accettare un’indiscriminata vena consumistica e irresponsabile, un’estasi da innamoramento che va sempre a discapito della poesia…

… alla presentazione del suo libro decise di non presentarsi: era talmente narcisista che non volle dividere il successo con nessuno…

… se la vecchia ontologia fissa i termini in una cultura ammaliante e unificante, bisogna dichiararla obsoleta…

… niente colpi di testa in prossimità di un alveare, ma neanche indietreggiare: niente uragano dove l’uragano ha già offerto la propria opera, ma nemmeno calmare le acque…

… ancora lo scarto dalla norma è il dato più significativo per un poeta, ma non come puro gusto di rompere, di azzerare le forme evanescenti, insignificanti, bensì come consapevolezza di trovarvi in esse un infinito enigma da esprimere: insomma, dapprima una pars destruens, poi una pars construens con i migliori cocci che ci si trova davanti…

… l’ironia è il corpo della poesia, la contradditorietà la sua anima…

… soltanto il sens of humor, l’irrisione, l’azzardo (e aggiungerei l’ironia), possono – per dirla con Bachtin – rimanere immuni dall’infezione della menzogna, proprio perché entrambi non avendo avuto la possibilità di “ufficializzarsi” vuoi per la scaltrezza vuoi per la inadattabilità al mercato vuoi per la imprevedibilità, possono muoversi liberamente e opporsi a ogni misticismo, a ogni falsa globalità…

… di fronte a un quotidiano nostalgico, a una scrittura esaurita storicamente da un imperante perbenismo restaurativo, va da sé che per un’apertura plurima dell’universo discorsivo, di uno specifico dove abbia ancora valore la ratio, si debba rilanciare la consapevolezza storica in opposizione a qualsiasi moderatismo trascendentale e riconciliarla col ritmo straziante delle infinite molecole creative…

… ciò che è vero è che, dopo le avanguardie vivere la propria inquietudine di poeta, la propria diversità letteraria, se non ci si accoda al carro che ha fatto della decretata morte dell’avanguardia un alibi per rifugiarsi nel passato, in un mondo mieloso e irresponsabile della riverenza, si rischia la sofferenza…

… una complessità linguistica ha tante vite, come la sofferenza, la diversità…

… non meravigliatevi se ai convegni o alle serate di poesia ci vanno quattro gatti: quello che sta a cuore agli organizzatori si materializza altrove…

… la cosa che fa dispetto tra i gruppi di intellettuali è l’auto-promozione, foss’anche davanti a quattro gatti: ciò non cambia se il gruppo è di estrazione accademica o d’avanguardia…

… quando parliamo di poesia, di una certa poesia, intendo – quella che ha sempre evitato il dejà vu, il sacro, il secolare letargo simbolista –, difficilmente possiamo sottrarci alla peculiare importanza della “pratica del frammento”…

… la “pratica del frammento” marca il grado di responsabilità d’una lingua creativa continuamente minacciata da un universo di discorso dove i predicati fanno dell’effimero, concetto e creatività di una struttura pietrificata…

… stiamo divorando il futuro prima di averlo vissuto; ovviamente il nuovo, l’azzardo, il rischio sono esclusi da questa prerogativa dove le cose che non si conoscono vengono fatte passare per cose che si conoscono, con l’illusione di poterle dominare…

… non più lo svuotamento del vuoto ma il suo riempimento, “alla luce del sole”, diacronico e sincronico, è fornitore di poetiche costruttive (a piccoli frammenti), dove il gioco, l’ironia, il divertissement, i giochi linguistici, la “neutralità” dell’“inventore”, nonché la naturale peculiarità “inespressiva” e “inglobale”, diventano oggetti di una rivalorizzazione del vuoto stesso…

… la “pratica del frammento” è di un’importanza camaleontica, mimetica, direi, che addita continuamente le piste scivolose del consumo di una spettacolarizzazione rissosa, l’inutilità della vecchia concezione aurorale dell’arte, del culto della Bellezza, delle Grazie, per farsi portatrice di un linguaggio materico e contraddittorio, mobile ed eterogeneo, sostenitore di istanze problematiche…

… sopprimere la “pratica del frammento”, nell’universo della dialettica, per dirla con Marcuse, significa sopprimere la storia, il passato e il futuro, il bene e il male, il mutamento, il rinnovamento, la negazione: «Il linguaggio unificato […] è un linguaggio irrimediabilmente anticritico e antidialettico» (Herbert Marcuse, L’uomo a una dimensione)…

… la “pratica del frammento”: come tutte le pratiche irriverenti e spericolate, opera esclusivamente contro il ripristino dell’onnipotenza e indissolubilità dei miti, contro il pericolo dell’assorbimento e neutralizzazione di una ipotonia e di una ipofonia che un testo cosiddetto “unificato”, anchilosato, lineare racchiude in sé…

… l’atto della “manipolazione” e “gestazione” del frammento implica l’atto del recingere la supremazia di un’ideologia di scrittura trasparente che mira essenzialmente a rafforzare il dominio di pratiche con valenze assolutistiche e a garantirsi – con la facile fruizione e l’inganno – la gestione del mercato…

… la “pratica del frammento”: una specie di trait d’union che leghi la consapevolezza storica e le pulsazioni di un’apertura e recupero di memoria (chiaramente quello che vale la pena recuperare), attraverso un’ubiquità nel presente di un “io pratico” ed errante…

… il frammento, si capisce, funziona proprio in relazione alla capacità intrinseca di saper annullare insudici presunzioni…

… il frammento “interdisciplina” la componente ideologica insita in esso, in modo da ribaltare sia i codici dell’autore che del fruitore…

… come il silenzio rispetto alla voce o il segno rispetto al non-segno, così il frammento rispetto al testo “completo”, è provocatore di un’invenzione continua, di una riproducibilità e irriducibilità straordinariamente aperte al tempo, a una gravidanza di forme intraverbali e immaginative plurime…

… la poesia non è quella destinata al mausoleo né ai rotocalchi domenicali, bensì alla pratica della vita con la consapevolezza del rischio e il suo compito non si esaurisce nel sociale ma in una realtà in divenire…

… la poesia non è più solo gioco onirico, fantastico, surreale, ma qualcosa da vedere, sentire, materializzare, da caricare fino ad esplodere per poi ricomporsi nel luogo infinito senza infinito, in un’apparente normalità…

… la capacità di rovesciamento e di registrazione di pluralità del frammento – che non esclude però, un ragionare che registri anche la ripresa di vecchie idee, teoricamente agguerrite –, racchiude una componente ideologica: l’identità di un orizzonte (in)verificabile viene abbandonata al proprio destino…

… l’utopia del nuovo è che tutto s’illumini alla fine: allora cavare cavare il sale dalla luce del sole, una volta ottenuto questo splendido risultato, cavare cavare il sole dalla luce del sale…

… poesia: scavare nei meandri disabitati della lingua, anche a rischio di sfiorare l’incomunicabilità, affrancando le conflittualità del linguaggio da un fatto prettamente privato, intimistico…

… la poesia deve saper dire sempre del disagio che incontra sul suo cammino: la gioia è quello di sapere che il disagio non spaventa…

… non c’è più contraddizione, né inquietudini, né problematiche, né razionalità, anche l’antagonismo arretra piuttosto che denunciare o alzare barricate, il fare abita in un’illusione invertebrata attraverso una generica “proposta”: ci si muove soltanto quando il nemico invade il nostro orticello…

… la poesia deve saper rifiutare la realtà avvilente della vita, l’opera che si tramuta in merce, le strategie politiche ed economiche che spesso si certificano con disegni ipnotici e spettacoli da baraccone…

… i poeti sognano il successo come la notte precede il giorno, bisbigliando sbadigli senza scrutamenti, senza il sorriso o l’alternanza degli occhi sull’immensità del mare, dovrebbero imparare a corrodere la rarefaction del tempo e la materia verbale in superficie, fino a farle impazzire di gioia e dolore, fino a farle apparire nel loro “reale” apparire, sennonché, le loro fortune si ottengono col ritorno al mito, all’orfismo, alla bellezza, alla presunzione di essere i depositari della verità…

… poesia: possibilità di mantenersi determinati, senza porre limiti alle combinazioni…

… confinato nell’anonimato come oggetto raro, il poeta è costretto alla non-esistenza, a “scomparire” in assenza di problematiche, per cui è costretto (ancora una volta) a sopravvivere da clandestino in un mondo dove si vende il proprio “mestiere di poeta” al miglior offerente…

… zampilla vorticando la poesia di Cacciatore; nel mentre zampilla, si strazia dal dolore, ed è in quel frangente che mi solletica la fantasia…

… non ci sono certezze né assolutismi nella poesia, ma una precarietà e una coscienza del fallimento…

… sempre più spesso ci viene posta la domanda: “che cos’è la poesia”; provando a rispondere si può azzardare nel dire che essa è un qualcosa che vive formulando un’altra domanda: “perché si riconosce solo nei sistemi formali”; tuttavia, il suo processo non è spiegalibe in quanto – secondo Wittgenstein – è la stessa forma logica del linguaggio che non è spiegabile, troppi punti di vista dovrebbe schiarire, uno per ogni individuo (non essendo un calcolo matematico ma un’espressione della propria coscienza e conoscenza), il che è impossibile: e forse per questo la sua natura più originale è data dal caos…

… una poesia non deve giustificarsi con l’esterno adottando unicamente il significato; anzi, l’esterno va riformulato continuamente, con la necessità di una realtà aperta all’esperienza del vissuto, del pratico, dischiusa dall’enunciazione dell’opposto…

… Kraus o Flaiano: in entrambi i casi l’umorismo si fa serio…

… Betocchi o Sereni: in entrambi i casi la poesia si fa gioco della stessa poesia…

… dopo un temporale, la quiete; dopo Mallarmé, il est tout répétitif…

… quando si verifica un campo di tensione nella nostra cultura, in genere chi lo alimenta prima o poi è costretto ad uscire allo scoperto; a volte i meccanismi che assicurano che ciò avvenga s’inceppano, deviando su “facili” percorsi, e da una possibile metamorfosi propositiva si passa velocemente ad una conservazione di quei metodi che avanzano (ahinoi, quando avanzano) con l’impeto del simulacro…

… riferimenti assoluti non esistono: apriti al witz, poeta, al vizio del witz…

… non riesco a comprendere perché si corre dietro alle mode; ovvero, riesco a comprenderlo, ma non comprendo perché ne è coinvolto anche il pensiero che dovrebbe essere una libera espressione dell’individuo…

… l’irritante forza d’un simulacro s’invola senza grossi ostacoli dove fervono le aurore, dove la speranza d’un giorno migliore è già rassegnazione…

… dovremmo domandarci sul cosa e no sul come per comprendere il senso di un’immagine della realtà…

… i nostri figli non sanno più la differenza tra il bene e il male, il pieno e il vuoto, l’indicibile e il dicibile, il significato e l’insignificante; agiscono nel binomio “questo mi va, questo non mi va”: tutti sono amici di tutti, tutti insieme nel naufragar della disperazione…

… spesso mi domando perché scrivo se scrivere è condannarsi al dolore, allo strazio del delirio, anche quando gioco con le parole, tra i tratti trattabili del sole e i tratti intrattabili del vento…

… anche quando ti spendi per una via d’uscita dal centro, tra gli zampilli vorticosi di un alitare di foglie repentino, i segni sono destinati alla solitudine di una realtà evanescente che ha dimenticato l’odore del mare…

… quando gioco con le parole è per mettere in crisi falsi valori e idoli fecondi di nullità, per essere irriverente nei confronti della società-spettacolo, ma è solo quello che mi vogliono far credere, le parole, ovviamente…

… c’è un mare di contraddizione nella sua viscerale letteralità. Nel mentre afferma e sostiene di non pensare all’immediato, asserisce contrariamente di preferire il contenuto per il contenente, che è più immediato dell’immediato: altrimenti svapora…

… non ha peli sulla lingua perché il suo linguaggio non ha nessuna importanza …

… correva come un treno, poi un giorno deragliò …

… c’è una politica di serie A ed una di serie B: solo che in quella di serie A a vincere lo scudetto è sempre la stessa squadra: l’indifferenza …

… la politica è la più grande falsità dell’uomo, in quanto chi la pratica mente essenzialmente a se stesso…

… la differenza tra un critico ed un poeta: il primo è obbligato ad usare un linguaggio comprensibile; il secondo è libero di usare tutte le forme e tutti i linguaggi…

… il più grande desiderio dell’uomo è volare, ma prima dovrebbe imparare a camminare sulla Terra…

… diceva sempre “lei non sa chi sono io”. Un giorno si scoprì che era un coglione…

… se la politica non fa la politica, allora essere anarchici è quasi un dovere…

… la democrazia non fa della politica una “sana pianta” …

… la poesia è sempre nel di-venire: esponendosi nel farsi si mostra sostanza diversa dalla circonferenza del dato…

… si è col cappio al collo e l’unico sentimento che riusciamo ad esprimere è la rassegnazione…

… si smarrì nell’uso smisurato dell’io per non ritrovarsi nel tu…

… se non sei “qualcuno”, sei trasparente, ma se sei qualcuno, ti rendi invisibile…

… la speranza non è altro che l’aspetto nobile della sofferenza: infatti, nel benessere non dimora, il che ci obbliga a dichiarare che la speranza non è naturale, bensì soggettiva, a conferma che la speranza è un falso mito …

… l’opera si concretizza quando l’idea incontra la materia ed essendo la materia viva, dà vita, all’idea: la grandezza dell’opera la fa la sensibilità dell’autore…

… la poesia che vale per tutti si unifica, quindi non vale niente…

… lo beccarono con le mani in pasta, disse che non l’avrebbe fatto più… per gli altri!…

… sarà la donna a salvare il mondo, come dice Jules Laforgue, a darci la felicità. Tanto è vero se applichiamo il 3° principio della fisica (Newton) “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, dobbiamo sostenere che se la prima donna (Eva) ci ha privato della felicità col suo inganno e disobbedienza, per forza di cose ce la dovrà restituire…

… la serietà è l’unica arma possibile per la salvezza dell’essere umano…
… l’eticità dell’arte è esteriorità, quindi si presta facilmente alla corruzione; la serietà, invece, è interiorità, e forse si presterà alla corruzione…

… l’essere seri è viaggiare nel proprio interiore, un viaggio tanto pericoloso quanto affascinante…

… la poesia non deve mai perdere di vista il proprio obiettivo, che è quello di… fare poesia!…

… nonostante gli innumerevoli insuccessi la parola riuscì a sorprendere il silenzio…

… la poesia visuale, uscendo dalla pagina per paragonarsi alla pittura, ha incontrato il suo fallimento, azzerata dai codici mercantili delle gallerie d’arte. Il dramma è che resta la sorella povera della pittura…

… è sulla pagina bianca di un libro che la poesia visuale può continuare la sua forza propulsiva e rivoluzionaria…

… il lato triste di un uomo è fare finta di sapere…

… con le sue donne patinate in bella mostra riuscì a ridurre il verbo ai minimi termini: e venne l’inverno…

… la poesia è utopia perché è solo un punto di partenza: quando arriva alla meta è destinata al museo…

… scrivo per resistere o semplicemente per affermare che esisto…
… il riuso e il disuso sono facce della stessa medaglia. Entrambi hanno a che fare con gli scheletri negli armadi. Con una differenza: il primo li riesume, il secondo li sotterra…

… la vita è una commedia dove ognuno è chiamato a recitare la propria parte…

… sosteneva che il riso era in disuso ma bastò una piuma di pavone per renderlo felice…

… l’impegno della scrittura: sistema di pensieri colorati di cadmio sovversivo…

… chi scrive impara a criticare; chi critica deve ancora imparare a scrivere…

… la parola comprensibile si differenzia dalla parola incomprensibile non per esigenza ma per necessità…

… se ci fosse anche una sola possibilità di resistere e di sopravvivere ai mercanti del capitalismo, la libertà non avrebbe mai fine…

… chi non legge invecchia prima…

… un uomo che sorride demonizza la morte…

… avremmo dominato il male se Caino non avesse ucciso Abele, ma il male tra gli uomini è un innato sentimento di sopravvivenza e la sopraffazione è il suo fine? Qual è la differenza, allora, tra un uomo e un animale?…

… la vita è come un haiku: troppo breve…

… l’invidia è una macchia nera che nemmeno l’intelligenza riesce a schiarire…

… un poeta che non gioca almeno una volta con le parole è un poeta a metà anche se alla fine vincono sempre loro…

… io ho sempre giocato con le parole anagrammandole verso il nonsenso, ma sono rimasto comunque un poeta a metà…

… creare suoni e ritmi diversi dai termini costituiti e arcisunti, diceva qualche poeta, ogni qualvolta ci si rende conto che le parole si aggrovigliano su se stesse…

… una poesia deve essere una variante libera di allofoni per una diversa combinazione di fonemi, se vuole uscire dal letargo tradizionale e ripetitivo…

… le parole sono sonorità che irrompono nel silenzio, ma tu stai attento a metterci la musica giusta…

… il potere dell’odierna società rifiuta i veri intellettuali, privilegia gli intellettuali dilettanti per poterli manovrare alla bisogna…

… se gli artisti e i poeti s’appalesano solo nei “giorni di festa”, i “critici domenicali”, frettolosi, dicono che tutto è arte…

… il mondo si è ridotto a menzogne fonematiche: la poesia si è ridotta alla dannazione…

… nel linguaggio poetico odierno c’è un luogo privilegiato dove quasi tutti i poeti si vanno a rifugiare: l’assenza…

… la troppa indipendenza allontana dall’amore…

… tutti sanno scrivere in quanto il segno è stata la prima esternazione dell’uomo, ancor prima della parola: il paradosso è che molti non sanno quello che scrivono…

… la possessione e la gelosia morbosa sono la tomba dell’amore…

… il mondo di un poeta è quello esterno, no quello interno…

… la poesia deve essere una esplosione di sentimenti…

… la società liquida, come viene definita oggi, ha liquidato la società stessa…

… il ciclista è un solitario: solo la strada gli fa compagnia…

… il calciatore è un altruista: solo per se stesso…

… il pugile è un violento: un violento masochista…

… l’eredità che tutti i figli dovrebbero ricevere dai padri è la dignità di essere uomini…

… la normalità non è di questo mondo perché l’uomo ha l’indole di sopraffazione, perché si sostituisce a ciò che rappresenta in società…

… il giorno in cui morirò, potrò finalmente guardare in faccia la morte, sperando che non mi prenda un colpo…

… la pozzanghera dell’arte è piena di favori: l’ignoranza vi sguazza e si trasforma in pregio…

… scrivo quel che penso perché non ho favori da restituire…

… non gli mancavano doti organizzative ma non sapeva distinguere un citrullo da una zucchina…

… non gli piaceva Emilio Villa, gli piaceva Andrea Zanzotto, ma quando capì che non si trattasse di un biscotto, rimase a bocca asciutta…

… voleva fare il calciatore, poi l’attore, poi il pittore, poi il cantante, ma finì per restare in mutande…

… i giovani devono pensare che alla loro età nulla è impossibile, e se sbagliano non devono demoralizzarsi perché gli errori aiutano a crescere…

… una vita senza errori è una vita piatta…

… l’arte non è né bella né brutta, è una percezione che si dispone su due piani sensitivi: il vedere e il sentire, tra finzione e realtà …

… il poeta crede di potersi vendere al primo offerente senza vergogna, poi la sua poesia diventa merce sui banchi dei mercati…
… in passato la politica era = noi; oggi è = io.Ma da qualsiasi lato la guardi questa equazione, non ha soluzione…

… la poesia che non contraddice è come una donna sottomessa…

… la scrittura dai canoni tradizionali non è altro che obbedienza ad un coro di voci che non sanno cantare…

… c’è uno strano tipo, si chiama denaro, che gira con vestiti eleganti e alla moda, ma non si lava mai…

… quello che non ci manca a noi gente del sud sono le tiepide carezze del sole: il resto è ancora lontano da venire…

… a zigo zago c’era un mago, a zago zigo che cosa c’è? Meditate e datevi una risposta…

… spero di non perdere mai la vena poetica: il mondo senza la poesia è un mondo di animali…

… si può vivere accumulando solo ricchezze materiali, dimenticando che la vita ha bisogno anche di poesia…

… la maleducazione e la delinquenza sono entrate anche nel mondo della cultura, anche grazie agli pseudo-scrittori che si lasciano manipolare dagli pseudo-editori, per ritagliarsi il loro illusorio “momento di gloria”…

… dite sempre di no a chi vi chiede soldi per pubblicare le vostre opere. Scegliete voi il numero di copie che volete comprare per le vostre esigenze, siano 1, 10, 50, 100. Potete farlo anche con un vero editore. Siate proprietari del vostro estro…

… in un gioco su face-book riguardo il mio stato mentale dice che sono fuori come un poggiolo, non esiste una cura, pertanto occorre subito ordinare una camicia di forza. Uno che spende una vita per la poesia, in questa realtà indifferente, può mai essere sano di mente?…

… si documenta attraverso i giornali ma a stento riesce a leggere i titoli…

… fareste violenza su vostro figlio? Credo di no! Almeno per la stragrande maggioranza degli uomini. E allora perché fare violenza sulla madre di vostro figlio, o su quella futura?…

… soltanto la cultura ci potrà salvare dall’arrivismo della politica, dall’ignoranza degli imprenditori e dalla prepotenza delle banche e lobby finanziarie…

… l’utopia finisce nel momento in cui crediamo sia finita…

… il comunismo è morto nel momento in cui ci siamo rifiutati di comprenderlo…

… la politica di oggi mi spinge ad essere un anarchico infelice. A quanto la sua infelicità?

… certi uomini non capiranno mai il ruolo importante della donna nella società e nella vita di tutta l’umanità. Io non so come si arrivi e perché si faccia violenza su una donna, ma qualsiasi domanda non trova la reale e corrispondente risposta. Nessuno riesce ad entrare minuziosamente nella psiche del genere umano…

… il politico è un mentitore per eccellenza. Mentisce talmente bene che spesso smentisce anche se stesso…

… un premio letterario è l’anticamera del potere culturale dove alla meritocrazia non è consentito di entrare…

… un posto per essere gradito deve possedere due cose: cibo per il corpo e libri per la mente. Non basta godere dei piacere…

… una buona poesia o scrittura può essere buona per tizio, una cattiva poesia può essere buona per caio. Ciò dimostra che la scrittura è soggettiva, appartiene al proprio DNA, è la propria impronta nel mondo e ogni giudizio emesso dal lettore è un giudizio fine a sé stesso…

… stupido chi crede che il poeta che arrivi al grande editore ci arriva perché la sua poesia è eccelsa. La poesia eccelsa, lo sappiamo, non ha mercato, e una grande casa editrice non credo che si adoperi per una causa già persa in partenza. Ci arriva ( il poeta “venditore”, “vendibile”) perché la sua poesia è adatta al mercato di scambi di potere!…

… oggi la poesia ha perso la sua consistenza perché, invece di “urlare” contro l’inerzia del pensiero che vaga tra vuoti e solitudine, ha scelto il “politicamente corretto”, la facile fruizione con la pretesa di essere compresa da tutti. Cosa assurda e impossibile: la matematica la comprende che ha studiato la matematica; la chimica la comprende chi ha studiato la chimica; l’ingegneria la comprende chi ha studiato ingegneria, etc.! Perché per la poesia dovrebbe essere diverso?…

… per tutta la nostra esistenza siamo costretti a convivere con la nostra ombra, l’unica parte di noi che non ci delude mai, la migliore amica fedele che poetavamo pretendere dalla vita…

… la poesia non è una estesa di parole, magari semplici con la speranza di farsi comprendere da tutti. Ma la poesia è espressione della condizione umana che non è mai semplice…

… l’utopia: migliore della realtà avvilente di oggi, ma anche di tutte le realtà susseguitesi negli anni, dove il gioco più amato è quello di mantenere lo status quo: di cambiamenti neanche a parlarne!…

… la mia più grande paura di poeta è quella di essere compreso…

… mi piace rischiare, non mi piacciono le certezze, la tranquillità, sono sintomi di morte, creativamente parlando. Sono un pazzo? Forse: forse sono nato per rompere gli schemi, ma destinato al fallimento che, al contrario della tranquillità è rinascita. Controcorrente vedi cose che gli altri, presi dalla voglia di arrivismo, non vedono. Ed è questa la vera arte…

… sul muro di una strada c’è una scritta in rosso: “W la Poesia!”. C’è ancora chi lotta per la Poesia!…

… scriveva poesie “passatiste”, di facile fruizione, per intenderci, convinto che potessero avere più lettori. Aveva dimenticato la latitanza dei lettori…

… la natura ci ricorda come un orologio che le quattro stagioni esistono ancora: è l’uomo che non riesce più a vederle! Magari perché troppo distratto da una vita grama…

… la fedeltà è altruismo; un uomo senza altruismo è un uomo perso…

… quando si scrive una poesia non si deve mai pensare al pubblico che la possa leggere o capire, in quanto la realtà si presenta sempre distorta agli occhi del poeta…

… la politica di oggi mi spinge ad essere un anarchico infelice. A quanto la sua infelicità?…

… la sua vita era piena di segni ma non dava nessun segnale…

… se hai dei limiti non è un problema; un problema sarebbe averli…

… l’arte, come la poesia, è libertà, evidentemente una libertà fasulla se gli artisti, specie se giovani, per farsi notare anche attraverso concorsi e premi, sono costretti a pagare la loro libertà di espressione!…

… il silenzio è il centro di contemplazione di una realtà taciuta…